Lettera all’Ateneo

Care Colleghe e cari Colleghi, docenti, tecnici e amministrativi

Care Studentesse e cari Studenti
del nostro Ateneo,

è un forte senso di appartenenza e la voglia di far continuare a crescere la nostra Università che mi spinge, con rinnovato impegno, a scegliere di proporre, per la seconda volta, la mia candidatura alla carica di Rettore.

E’ stata una scelta difficile, sulla quale ho riflettuto a lungo, giacché molte cose sono cambiate, rispetto a sei anni fa, sia nel contesto sociale che culturale. Sono consapevole, come tutti noi, del difficile momento storico ed economico che sta vivendo il nostro Paese – e l’Europa tutta – e che si riflette pesantemente nell’Università Italiana e non di meno nel nostro Ateneo.

Accettare la sfida di costruire un futuro positivo in un contesto dai contorni a dir poco incerti, è certamente un passo molto impegnativo che va colto in tutta la sua complessità. Ma il desiderio di essere parte attiva e proponente affinché, con una progettualità fortemente innovativa, il nostro Ateneo possa tener testa a questo momento critico è forte e mi accompagna.

L’Ateneo cagliaritano ha antiche origini e vanta una notevole tradizione di studi e, pur con enormi difficoltà economiche, è riuscito ad affiancare e a sostenere la voglia di crescita della società sarda puntando, sempre e comunque, a mantenere più alti possibili i livelli qualitativi sia sul piano della didattica che su quello della ricerca.

Per permettere alla nostra Università di continuare a svolgere il proprio ruolo ed essere protagonista non solo nel territorio, ma anche a livello internazionale, è necessaria una seria e profonda riflessione che insista sulla via del cambiamento considerando nuove sensibilità e nuove esigenze. Nella situazione contingente, avere questi obiettivi significa soprattutto trovare nuove soluzioni per ottimizzare le risorse, senza penalizzare la nostra offerta formativa né, tantomeno, la ricerca.

Gli incarichi istituzionali finora ricoperti mi hanno permesso di acquisire competenze di gestione e di coordinamento dipartimentale ed interdipartimentale che hanno arricchito e rafforzato quelle legate alla didattica e alla ricerca.

Ho avuto modo di affrontare realtà composite, che hanno richiesto attenzione particolare per poter garantire, nel rispetto delle diversità e delle specificità, un governo incisivo ed efficiente.

Da qui la convinzione che la chiara percezione dei problemi da parte delle persone e la condivisione delle scelte siano fattori irrinunciabili dell’operare, congiuntamente all’imprescindibile trasparenza del processo decisionale. L’aiuto concreto delle persone di volta in volta coinvolte nei diversi processi affrontati, si è rivelato cruciale ai fini del conseguimento di un “buon governo”.

Ritengo, perciò, che il rinnovamento e l’ottimizzazione delle risorse in campo debbano passare attraverso una programmazione che, cogliendo tutte le esigenze rappresentate nel nostro Ateneo, coinvolga le diverse realtà con precise priorità.

Questi sono i punti principali che caratterizzano il progetto che ho in mente per la nostra Università: la riorganizzazione dell’offerta formativa, che il costo studente standard, deciso dall’attuale Ministro nel recente Decreto Ministeriale, rischia di compromettere; il sostegno alla ricerca, elemento fondamentale per una didattica di alto livello qualitativo; il potenziamento dell’internazionalizzazione sia per la didattica sia per la ricerca come elemento fondamentale di crescita dell’Ateneo; responsabilità collegiale e su delega nella gestione: pur mantenendo tutte le prerogative derivanti dalla carica, il ruolo del Rettore dovrà essere a mio avviso quello di coordinare un sistema di governo in cui le tre realtà universitarie (studentesca, tecnico-amministrativa, docente) possano interagire con uno spirito di collaborazione e compartecipazione; imprescindibile il miglioramento della qualità dei servizi che si offrono agli studenti, dalla difesa del diritto allo studio, all’orientamento pre e post lauream; anche il rapporto con il territorio non può prescindere dalla consapevolezza della esistenza di realtà diverse e deve quindi essere favorito da una presenza e da una partecipazione costante e visibile dell’istituzione universitaria.

Il programma, nella sua forma definitiva e più dettagliata, sarà il risultato anche della discussione e del confronto, peraltro già iniziati, con tutti voi.

Pur nella consapevolezza che il contesto economico, con le scelte politiche nazionali sull’Università ancora oggi a dir poco discutibili, è e sarà ancora molto critico, per un tempo che non si prospetta purtroppo breve, sono comunque convinta che i margini di crescita ci siano. Occorre saperli cogliere.

Nel confermare la disponibilità ad affrontare il compito e insieme la volontà di mettermi, se lo vorrete, al servizio dell’Ateneo, con un progetto costruito per valorizzare, senza eccezione alcuna, le risorse didattiche e scientifiche che nella loro diversità, costituiscono, loro, la ricchezza del nostro Ateneo.

Mi piace salutarvi con la riflessione di Jacques Monod, grande uomo di cultura e di scienza: “è il dovere che si impone agli uomini di scienza, oggi più che mai, di pensare la propria disciplina nel quadro generale della cultura moderna, per arricchirlo non solo di nozioni importanti dal punto di vista tecnico, ma anche di quelle idee, provenienti dal loro particolar campo d’indagine, che essi ritengano significative dal punto di vista umano. Il candore di uno sguardo nuovo (quello della scienza lo è sempre) può talvolta illuminare di luce nuova antichi problemi”.

Un caro saluto

Maria Del Zompo

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