2.1 Offerta formativa

Muovendosi all’interno del quadro normativo, e in sintonia con le direttive europee, l’offerta formativa va riorganizzata e non necessariamente ridotta e limitata: occorre insistere nel razionalizzare la didattica con le risorse (umane, scientifiche, tecnologiche, strutturali) di cui si può disporre, senza rinunciare agli obiettivi condivisi di Ateneo. Certo, il costo studente standard (DM n. 893 del 9/12/2014/ Tabella CRUI: previsione tagli FFO 2018) e le sue ricadute sul FFO impongono scelte ponderate che tuttavia non devono venir meno all’obbligo costituzionale del diritto allo studio, ma anzi devono opporsi al tentativo di desertificazione culturale insito in alcuni provvedimenti ministeriali recenti. Nel contesto attuale è fondamentale che gli obiettivi da raggiungere siano espliciti, chiari, lungimiranti oltre che condivisi. Sarà quindi fondamentale una riorganizzazione delle attività legate alla didattica per evitare la dispersione delle intelligenze e delle competenze, insieme all’utilizzazione delle risorse in modo oculato e tenendo presenti le richieste e le esigenze della società, della quale l’Università è istituzionalmente al servizio. L’obiettivo ben chiaro è quello di sostenere la formazione portandola, per quanto è nelle nostre capacità, fino al massimo livello qualitativo, grazie ad una docenza fortemente caratterizzata dalla ricerca.

La nostra offerta formativa deve mantenersi diversificata e flessibile per soddisfare le esigenze culturali, e di conseguenza professionali, di una popolazione studentesca variamente composta, con esigenze differenti. L’Europa con sempre maggior forza chiede alla formazione superiore universitaria di saper rispondere alle esigenze culturali della società e dell’economia. I vantaggi concreti che derivano dall’istruzione, in termini di qualificati posti di lavoro, mobilità sociale e sviluppo economico, hanno creato un’aspirazione diffusa a una formazione di alto livello. Questa aspirazione purtroppo oggi è spesso contrastata dalle distorsioni avvenute nel tempo, che in molte università (e la nostra non è immune) hanno amplificato enormemente il rischio di “abbassare le asticelle”  ovvero di “licealizzare” gli studi universitari. La riqualificazione del nostro Ateneo deve partire dal contrastare fortemente questa tendenza, prestare maggiore attenzione alla didattica, elevando le sue prestazioni e rispondendo alle esigenze degli studenti, approntare servizi alla didattica mirate a contenere gli abbandoni, evitare la frammentazione dei percorsi, parcellizzazione dei corsi, ampliare l’internazionalizzazione, e potenziare i raccordi con il mercato del lavoro. Non è facile intervenire in periodi di tagli di risorse, ma una seria revisione della nostra offerta formativa è necessaria, non solo in termini di numero di corsi proposti, ma nella ridefinizione dei contenuti.

Due sono i punti cardine di cui dovremo tenere conto: da una parte orientamento e tutorato dall’altra valutazione della qualità della didattica, tra l’altro monitoraggio delle carriere degli studenti e Alma Laurea, in modo da ristrutturare i corsi e razionalizzare la docenza, con conseguente riduzione dell’attuale parcellizzazione. Dovremo operare ovviamente all’interno delle direttive ministeriali ed europee, ma anche attraverso lo sviluppo di forme innovative di didattica per “catturare” nuovi utenti e per permettere la diffusione della cultura universitaria anche in zone svantaggiate dell’isola. Questa strategia porterà anch’essa ad aumentare gli indicatori ministeriali relativi.

Per identificare e sviluppare correttivi adatti ad affrontare e risolvere questa problematica il Rettore non può e non deve agire da solo/a. Dobbiamo condividere i criteri culturali che devono guidarci in questo percorso di razionalizzazione dei percorsi formativi in un’ottica di semplicità, sostenibilità e qualità che tenga conto della tradizione e delle priorità dell’Ateneo Cagliaritano.

Solo così riusciremo a migliorare la formazione e – quindi – il livello di soddisfazione degli studenti, il rapporto tra didattica e ricerca e quello tra laurea e orientamento professionale.

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