3.2 Dipartimenti e Facoltà

I Dipartimenti hanno un ruolo cardine nel nostro Ateneo anche a seguito della applicazione della legge 240/10.

Gli obiettivi di potenziamento della ricerca, di perseguimento di livelli qualitativi elevati, di promozione di accordi e collaborazioni sono in capo ai Dipartimenti. Così come la qualità della didattica, diretta conseguenza della qualità della ricerca, e la proposta formativa del post-laurea, dipendono esclusivamente dal buon lavoro fatto dai docenti nei loro dipartimenti di afferenza. Vorrei andare anche oltre: il raggiungimento di obiettivi cadenzati da indicatori legati alla quantità e alla qualità delle attività è in gran parte sulle spalle dei Dipartimenti. La buona valutazione della loro attività è fondamentale per far arrivare in Ateneo risorse dal MIUR altrimenti perse per sempre. Al Rettore e al governo dell’Ateneo spetta il compito di migliorare le condizioni strutturali che rendano possibile un sensibile progresso della ricerca in tutti i settori. In questo periodo storico, la ristrettezza delle risorse e le incertezze normative permettono obiettivi a corto raggio, comunque funzionali al raggiungimento di quelle basi metodologiche e operative necessarie per il rilancio della ricerca nel nostro Ateneo. In questa ottica, le esigenze presentate dai Dipartimenti saranno la base operativa per la realizzazione dei Servizi Comuni per la Ricerca. Mi sento di assumere l’impegno, attraverso un confronto costruttivo, di trovare subito le modalità attraverso cui dar voce istituzionale ai Dipartimenti, e potenziare la loro autonomia, con compiti consultivi ed esecutivi precisi, trasparenti e condivisi con la costituzione della Consulta dei Direttori di Dipartimento.

Pur consapevole dei profondi cambiamenti avvenuti a seguito della applicazione della Legge 240/10, ritengo necessario palesare le mie intenzioni sull’attuale assetto relativo alle Strutture di raccordo. L’attuale Statuto del nostro Ateneo, approvato dal Senato Accademico e in vigore da diversi anni, ha evidenziato su questo punto criticità, farraginosità, mancanza di trasparenza e talvolta appropriazione di funzioni in realtà non del tutto allineate con la legge in vigore. La revisione dello Statuto, condivisa e trasparente, migliorerà sicuramente questa parte, rendendo le Strutture di Raccordo, se mantenute, efficienti, eliminando tutte le sovrapposizioni.

Sullo statuto ho intenzione di aprire da subito una condivisione costruttiva tesa a migliorare la nostra organizzazione, sfruttando anche l’esperienza di altri atenei generalisti che hanno scelto strade diverse dalla nostra e confrontando i vari scenari. Una Conferenza di Servizio dell’Ateneo sarà poi utile per il confronto.

Rilevante anche il tema dei regolamenti – a oggi 74 – che andranno rivisitati secondo criteri, oltre che di legalità, di funzionalità ed efficienza. A tal fine potrà essere opportuno, per quanto consentito dalla legislazione vigente, abbandonare la logica della regolazione di dettaglio per passare ad altra basata su un numero contenuto di principi e criteri d’azione.

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