3.1 Organizzazione

Responsabilità collegiale e su delega: pur mantenendo tutte le prerogative derivanti dalla carica, il ruolo del Rettore dovrà essere a mio avviso quello di coordinare un sistema di governo in cui le tre realtà universitarie (studentesca, tecnico-amministrativa, docente) possano interagire con uno spirito di consapevole collaborazione e compartecipazione. I due fondamentali strumenti di governo democratico, Senato Accademico e Consiglio d’Amministrazione, dovranno svolgere i loro compiti istituzionali, ma con una sottolineatura: il primo dovrà dedicarsi alla progettazione del futuro dell’Ateneo, il secondo alla programmazione delle risorse nell’interesse collettivo.

Sono convinta che la trasparenza del processo decisionale permetterà scelte durature e condivise e permetterà una rivisitazione armonica e semplificativa dello statuto e dei regolamenti, mirata a rendere più efficiente il nostro Ateneo.

La gestione non potrà prescindere dai suggerimenti e dalle proposte provenienti dagli organi fulcro della attività istituzionale, con l’individuazione di strumenti ad hoc e momenti di partecipazione in grado di dar voce ai Dipartimenti in modo organico e funzionale. A tale scopo prevedo il potenziamento dei compiti della Consulta dei Direttori di Dipartimento. In particolare, ritengo necessario valorizzare e supportare l’autonomia dei dipartimenti ed il ruolo diadico dei dipartimenti e dell’amministrazione centrale con spirito di collaborazione e per il raggiungimento di obiettivi condivisi. La valorizzazione delle competenze presenti, la formazione del personale con un aggiornamento culturale e professionale valido, la razionalizzazione dei servizi amministrativi – anche attraverso autonomie di gestione e trasversalità delle azioni – saranno fondamentali per centrare l’obiettivo di una maggiore funzionalità del sistema.

Come detto, considero imprescindibile la collegialità del governo che non sarà semplicemente consultiva e nemmeno eccessivamente frammentata, ma fondata sulla condivisione delle scelte e delle responsabilità. Prevedo un sistema di governo che aiuti il Rettore a raggiungere gli obiettivi e fornisca all’Ateneo più recapiti per affrontare le innumerevoli problematiche della nostra Università, formato da figure di elevata professionalità e valore etico, che godranno di autonomia progettuale ed attuativa, rispondendo del loro operato al Rettore e agli Organi dell’Ateneo. Il Governo dell’Ateneo sarà così organizzato:

  • una equipe formata dal Rettore e dai Prorettori (prorettore vicario e 4-5 prorettori) con il compito di definire i progetti e le proposte da portare al vaglio degli organi collegiali e di contribuire a definire l’OdG del SA e del CdA, proponendo, in sinergia con il direttore amministrativo dell’Ateneo, gli indicatori per valutare il raggiungimento dell’obiettivo nei tempi definiti. Le figure dovranno avere come caratteristica fondamentale la competenza, l’essere personalità non conflittuali, avere il gradimento della struttura di provenienza (e poi ovviamente del Senato), essere in sintonia con me per valori e obiettivi;
  • delegati del Rettore, da considerare come responsabili di gruppi cui partecipano Ricercatori e/o Associati e/o Ordinari e personale TA, e studenti, scelti sulla base delle competenze, per approfondire la preparazione di progetti, tesi alla soluzione di problemi dell’Ateneo, con obiettivi e scadenze ben definiti e da portare in discussione in ateneo

Il nuovo governo dell’Ateneo cagliaritano dovrà impegnarsi per favorire la massima integrazione dei centri decisionali evitando conflitti e sovrapposizioni, deleterie per il nostro futuro. In questa ottica i due fondamentali organi di governo dell’Ateneo devono svolgere compiti definiti, ben delineati e complementari:

  • il Senato Accademico dovrà essere quel tempo e quel luogo dedicato alla progettazione e programmazione della politica della ricerca, della didattica e dell’alta formazione, con particolare attenzione ai contenuti culturali e nell’interesse collettivo dell’Ateneo. Dovrà agire, definendo con chiarezza gli obiettivi da raggiungere e dando voce agli organi che vi sono rappresentati, valutando in modo armonico le esigenze di tutte le strutture.
  • il Consiglio di Amministrazione dovrà essere quel luogo e quel tempo dove questa programmazione è scadenzata ed è definita sulla base delle risorse disponibili e da recuperare sempre senza perdere di vista il bilancio “virtuoso” dell’Ateneo. Il CdA, nel valutare con attenzione le risorse disponibili e le iniziative atte a recuperarne di nuove, dovrà altresì collaborare al raggiungimento degli obiettivi prefissati dal SA, per la parte di sua competenza. Prevedere nell’ambito delle norme attuali, maggiore democrazia e trasparenza nella elezione dei componenti del CdA

Nel mio progetto il SA e il CdA, lavorando di concerto e ognuno nei propri ambiti di competenza, insieme ai Team a progetto coinvolti, dovranno discutere e approvare il Piano della Ricerca, della Didattica e dell’Alta Formazione di Ateneo, o Piano strategico dell’Ateneo che verrà costruito “bottom up”. Rientrano in tale piano: il progetto generale con gli obiettivi e le ricadute in termini sia di conoscenza che di prodotti, le risorse disponibili e da integrare, il collegamento con l’Alta Formazione (Scuole di Dottorato, Master, Scuole di Specializzazione), gli indicatori per la valutazione e la tempistica per la realizzazione. Questa strategia consentirà di avere chiara e trasparente la programmazione necessaria nel breve e nel lungo termine per l’allocazione delle risorse. Inoltre, il Piano sarà il fondamento per avviare un confronto costruttivo con le Istituzioni, le forze sociali e produttive dell’isola, prima fra tutte la Regione Sardegna. Questo piano strategico di Ateneo non potrà non tenere conto delle nuove regole per accedere ai finanziamenti del MIUR. Infatti, ora tutti i fondi (FFO, Turn-over, Premialità) devono sottostare al raggiungimento di valori precisi sulla base di indicatori altrettanto precisi. Pertanto nella programmazione dovremo dotarci di un sistema di analisi dei dati e di simulazione delle ricadute delle modifiche a vari livelli, in modo da avere chiari, per quanto possibile, i risultati previsti.

Lo statuto del nostro Ateneo dovrà essere armonizzato e modificato con particolare attenzione ai Dipartimenti, fulcro delle attività dell’Ateneo, e alle Facoltà e dovremo fare uno sforzo per rendere più democratico lo Statuto, pur stando nei confini della legge 240/10, come peraltro già fatto da molti altri Atenei. In ogni caso, sarà immediatamente operativa la Consulta dei Dipartimenti con l’intento di essere subito efficienti sui tanti problemi presenti oggi nella gestione e nello sviluppo dei nostri dipartimenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Progetto Unica