2.3 Ricerca

La politica di sostegno alla ricerca deve essere perseguita con la maggior efficacia possibile, garantendo la ricerca di base, ma anche aprendoci con convinzione verso l’esterno e, senza timori di avere pericolose subalternità nelle scelte di politica della ricerca.

Il mio progetto prevede la realizzazione di strumenti che permettano al numero più elevato di ricercatori di presentare o collaborare a progetti di ricerca in grado di incrementare la nostra produttività scientifica e, conseguentemente, di migliorare gli indicatori ministeriali.

Lo sviluppo della ricerca è cruciale per la qualità della formazione, a sua volta fondamentale per la crescita del nostro Ateneo, attraverso l’avvio di un circolo virtuoso, l’unico che potrà consentirci di reggere la competizione in campo nazionale e internazionale. Per ottenere questo risultato, ritengo che l’Ateneo debba potenziare i “Servizi Comuni per la Ricerca” tecnologici e scientifici rivolti anche al campo umanistico e delle scienze sociali. Essi dovranno interagire, cooperare e creare una sinergia razionale con le realtà della nostra Università e del territorio per sostenere la ricerca qualificata presente in Ateneo ma, soprattutto, far crescere quella in nuce. Questa strategia, oltre a permettere una razionalizzazione delle risorse e una ottimizzazione degli investimenti, darà maggiori opportunità ad un più alto numero di ricercatori di realizzare progetti competitivi anche a livello internazionale, in particolare europei, indispensabili per attrarre, nel nostro Ateneo, le risorse necessarie per consolidare e migliorare standard di ricerca di alto livello. In una tale prospettiva, l’alta formazione e l’internazionalizzazione (in primis quella dei Dottorati di ricerca e la realizzazione di Summer School) troverebbero il loro habitat naturale. Il potenziamento dei programmi di mobilità docenti/visiting e dell’Ufficio Europa sarà una priorità, così come i rapporti con la realtà mediterranea che vede la presenza anche di fondi europei dedicati. La Regione, grazie alla legge regionale n. 7 del 2007, è un nostro interlocutore privilegiato per promuovere il “Sistema Regionale della Ricerca e dell’Innovazione Tecnologica”, e mantenere il nostro Ateneo tra i migliori.  A questo proposito voglio sottolineare la necessità di attivare un confronto costruttivo con l’Autorità Regionale anche per dare attuazione pratica al Protocollo di Intesa.

Ho in animo di attivare, nell’ambito dei delegati del Rettore, i “team a progetto” o “unità di progetto” che in questo caso si occuperebbero di Progetto Finanziamenti,  con il compito di individuare i bandi locali, regionali, nazionali e internazionali di Istituzioni e di Fondazioni per aumentare la capacità di attrarre fondi per le attività di ricerca e di valorizzazione della ricerca composti da docenti e amministrativi competenti. L’ampliamento massimo delle opportunità dovrà corrispondere alla fattibilità dei progetti: sarà quindi imprescindibile mettere i ricercatori nelle condizioni di poter attuare i progetti ideati anche con il potenziamento funzionale dei “Servizi Comuni per la Ricerca. In questo modo si riuscirà ad ottimizzare le scarse risorse attualmente a disposizione. Sarà fondamentale valorizzare, anche in questo contesto, i RTD e gli assegnisti, il personale tecnico, senza i quali l’attività di ricerca del nostro Ateneo sarebbe pesantemente penalizzata e per i quali è necessario, in un’ottica di trasparenza, valutare le reali possibilità di progressione nell’Ateneo.

UFFICIO EUROPA: E’ fondamentale, per la buona riuscita di una progettualità europea, dotarsi di struttura amministrativa competente, in grado di gestire e rendicontare i flussi finanziari secondo le regole fissate dai bandi e in grado di affiancare efficacemente i ricercatori fin dalla preparazione del progetto. Valuteremo sinergie con altre Istituzioni o con altre Università non necessariamente italiane, per impostare una politica virtuosa a Bruxelles. In questa ottica le aree di eccellenza sono certo fondamentali ed il loro lavoro e i loro risultati saranno indispensabili per la premialità, ma forte e imprescindibile sarà il mio impegno per aumentare il tasso di crescita delle altre aree, per raggiungere, un equilibrio che faccia sentire tutti parte attiva e gratificata di una unica articolata e moderna Istituzione. Questo è ciò che io chiamo “fare sistema”, fulcro del mio Progetto UNICA.

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