4.1 Il ruolo dei ricercatori

Ritengo che la situazione dei Ricercatori debba essere analizzata con attenzione e avviata a soluzione con iniziative che, pesando il carico didattico, suggeriscano correttivi da adattare alle varie discipline. Sono convinta che il prossimo Rettore debba sostenere il ruolo dei Ricercatori e individuare, mettendo mano al riordino della didattica, i correttivi necessari, adattandoli alle diverse discipline e tenendo in considerazione la scelta dei singoli, per rendere meno gravoso e più gratificante, sotto tutti i punti di vista, il loro contributo. Sappiamo che negli anni il ruolo del Ricercatore è stato stravolto: le sempre maggiori necessità didattiche dell’Università, a causa del proliferare, molto spesso senza la necessaria programmazione, delle esigenze didattiche, hanno fatto sì che i Ricercatori subissero pesantemente il carico dello svolgimento dei molteplici corsi attivati tanto da essere spesso necessari per la sopravvivenza del corso stesso. Fatte salve le scelte individuali, dobbiamo tornare all’origine: il Ricercatore ha compiti di ricerca e, nell’ottica della progressione di carriera o per la valorizzazione delle sue conoscenze, deve essergli consentito l’accesso a compiti didattici pre- e post-laurea.

In questo, deve essere dato massimo sostegno alla attività dei RTD per metterli nelle condizioni migliori per raggiungere l’abilitazione nazionale ed essere pronti a entrare nel nostro Ateneo  e dare nuovo vigore alle nostre attività. Mi impegno a ricercare i fondi necessari per attivare anche i RTD tipo A, ma prevedendo DA SUBITO la necessità di avere i fondi necessari a coprire il quinquennio, ovviamente dopo apposita valutazione alla fine del triennio, per evitare quanto sta succedendo ora , dove giovani colleghi meritevoli rischiano di non poter più lavorare nel nostro Ateneo per mancanza di fondi. Loro, insieme agli assegnisti di ricerca dopo attenta e seria valutazione meritocratica, devono vedere l’opportunità di un ingresso in Ateneo almeno come RTDB. Questo, ovviamente, in equilibrio con i passaggi di colleghi da una fascia all’altra che ugualmente deve essere perseguita. Certo, diventa fondamentale aumentare le risorse, per evitare una “guerra tra poveri“.

Mi sento di anticipare nel nostro Ateneo provvedimenti, ove compatibili con l’attuale ordinamento, di valorizzazione del loro ruolo favorendo la partecipazione dei Ricercatori al governo dell’Ateneo e nei gruppi di progetto dei delegati del Rettore.

Non appare superfluo il richiamo in questa sede alla Carta Europea dei Ricercatori che sarà un nostro punto di riferimento.

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