Strumenti per l’internazionalizzazione

I tradizionali mezzi per favorire l’internazionalizzazione accademica – da intendersi nel duplice senso di attrattività dell’Ateneo dall’estero e di capacità dell’Ateneo di estendere l’occupabilità dei propri laureati al di fuori dei confini regionali e nazionali – sono ben noti e vanno incentivati piuttosto che sostituiti: corsi di laurea congiunti, borse di studio Erasmus ed Erasmus-Mundus, dottorati di ricerca europei, accordi di mobilità, accordi-quadro e accordi-Paese, partecipazione a progetti Marie Curie, ufficio relazioni internazionali con un focus e un’agenda dedicati ai problemi di accoglienza (dai permessi di soggiorno agli alloggi), programma Visiting Professor, piani di internazionalizzazione degli atenei, eccetera. Altre significative iniziative sono direttamente connesse all’impiego della lingua inglese, ad esempio, nella stesura delle tesi dottorali e di master, così da poter beneficiare di una commissione internazionale per l’esame finale dei titoli di perfezionamento e di rendere la tesi un titolo effettivamente ‘spendibile’ anche in realtà professionali europee ed extra-europee.

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