6.3 Relazioni con il territorio e con il sistema produttivo

Attenzione e impegno saranno dedicati a migliorare la capacità del nostro Ateneo nel trasferire i saperi dall’Università al territorio, inteso come impresa o pubblica amministrazione, ciò contribuirà a radicare in modo propositivo il messaggio “Cultura = Ricchezza anche nell’economia reale”.

Sistema produttivo

L’apertura delle Università ai territori ed alle imprese ed i processi di internazionalizzazione sono gli elementi che, forse più di altri, caratterizzano oggigiorno l’attività degli atenei. Le risorse finanziarie del Governo centrale in materia di finanziamenti alla ricerca vanno assottigliandosi col passare degli anni e pertanto l’autonomia anche amministrativa degli atenei e la capacità di attrarre risorse finanziarie sono divenuti i fattori attraverso cui si coniuga la necessità di mantenere l’eccellenza nel settore della ricerca.

Dobbiamo implementare la capacità di autofinanziare la nostra ricerca e anche la didattica, soprattutto il post-laurea, offrendo i servizi che la Società richiede nel paradigma dell’eccellenza, E’ necessario fare uno sforzo per accreditare all’esterno, oltre al nostro “sapere”,  il nostro “saper fare”, il nostro Know-how.

In tal senso sono consapevole di come sia essenziale mettere a punto gli strumenti necessari e più efficaci per agevolare, nelle reciproche competenze e per tutto il personale universitario, il rapporto di collaborazione con il mondo esterno, degli enti, delle imprese, delle istituzioni, della pubblica amministrazione.

La visione a sistema e l’organizzazione nell’Ateneo della politica di relazione con l’esterno sono necessari per realizzare una piattaforma di conoscenza e di dialogo supportata da efficaci strumenti procedurali che possano agevolare e incentivare questo rapporto.

Relativamente al rapporto con le imprese, sarà mia cura mettere a sistema un “Portale Università-Impresa”. Tutti i servizi e le opportunità che l’Università può offrire alle imprese devono essere l’elemento chiave di questo portale; possiamo e dobbiamo stringere i rapporti di collaborazione con l’esterno partendo dalla Promozione delle Opportunità offerte dal nostro Ateneo. A favore dell’occupazione giovanile, attraverso la promozione dei tirocini in azienda pre e post laurea, le correlazioni nelle tesi di laurea, le borse di studio, di ricerca e di dottorato, gli apprendistati formativi, soprattutto nelle nuove formule dei dottorati di ricerca, mentre a favore dello sviluppo dei settori produttivi e della cura dell’ambiente dobbiamo promuovere ed incentivare le collaborazioni su temi di ricerca e di trasferimento tecnologico attraverso iniziative qualificate, di cui possiamo annoverare, nelle attività passate, poche ma qualificate realizzazioni significative. Simili iniziative verranno pensate e organizzate anche verso le istituzioni pubbliche locali e regionali. Quello che ho in mente è una maggiore apertura di tutto l’Ateneo verso attività che possano favorire il rapporto con il territorio sia per l’autofinanziamento ma soprattutto per aprire nuove opportunità ai nostri studenti.

Questo processo di conoscenza e di dialogo continuo e “istituzionalizzato” porta insita la conseguenza di incentivare in modo strutturale sia i settori  dei brevetti, degli spin-off, delle start-up, dei consorzi così come gli stage nella pubblica amministrazione, nella scuola, nelle istituzioni locali e regionali adeguate allo scopo.

Appoggerò tutte le iniziative che dimostrano capacità di autosostenersi, che attraverso la capacità del nostro personale saranno in grado di assolvere alle richieste della Società, mantenendo quel livello qualitativo che deve sempre contraddistinguere l’attività di  una Università.

Vorrei aumentare la potenziale efficacia di queste iniziative attraverso una adeguata politica di marketing, o meglio promozione, così come vorrei migliorare quanto più possibile i laboratori e la loro messa a norma e sicurezza, incentivando per esempio la formazione del personale tecnico verso la Certificazione di qualità dei laboratori del nostro Ateneo; mi piacerebbe finalmente la disponibilità di luoghi agibili, salubri e sicuri. Sono consapevole che la qualità nella didattica e nella ricerca, oggi più che in passato, si raggiunge attraverso il lavoro di gruppo con locali ed attrezzature adeguati.

Il paradigma dello scienziato, isolato e chiuso nel proprio laboratorio è oggi sostituito da quello di gruppi di ricercatori, spesso di estrazione disciplinare differente e di diversa provenienza anche geografica, dall’incontro di saperi diversi, dal dialogo, dal confronto, unica reale possibilità di essere innovativi.

Attraverso questo approccio con l’esterno si sostanzia la rilettura anche del rapporto con la città; l’Ateneo impegnato ad aprirsi e farsi conoscere come luogo di approfondimento culturale, va anche ben oltre il periodo di vita normalmente dedicata all’istruzione universitaria.

Questo processo, nella sua organicità e visione integrata è un tassello fondamentale nella costruzione del Progetto di  Internazionalizzazione del nostro ateneo, di cui tratto in altro punto.

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